Alessandro ci chiede lumi sul corretto uso del VHF, ne abbiamo approfittato per farne un articolo molto importante partendo dalla prova radio VHF e che riteniamo vada letto approfonditamente da tutti, nessuno escluso: la sicurezza in mare non è un’opinione.

Buongiorno, apprezzo molto la vostra rubrica, e ne approfitto per chiedere alcune informazioni sull’impianto radio di bordo. Oltre a quel minimo che so in seguito alla patente e al certificato limitato, che in verità non comporta alcuna conoscenza, confesso di non essere un esperto del settore radio, per cui mi pongo delle domande sull’effettiva utilità rapportata ai giorni nostri e alle tecnologie di comunicazione attuali, e soprattutto mi farebbe piacere sapere la vostra opinione di esperti ed eventuali consigli su come gestire il VHF a livello di impianto, ottimizzazione e utilizzo reale.

Grazie

Alessandro

Risponde Manuel

Tante volte è capitato di ascoltare sul CH 16 chiamate similari a “Compamare Roma da imbarcazione Bla Bla Bla per prova radio” con consueta e cordiale risposta “Chi chiama Compamare Roma per prova radio 5/5 (cinque quinti), vostra posizione? OVER”, “Porto Turistico di Ostia, grazie”.

L’ultima volta, ricordo come fosse ieri, ero in rada a Porto Cervo spiegando alcune funzionalità del DSC all’armatore, quando arriva la stessa chiamata indirizzata a Compamare Porto Cervo (in realtà è Locamare) da Yacht Vattela a pesca ormeggiato al marina di… Porto Cervo per l’appunto.

Fermo restando che dovrebbe essere buona abitudine da parte di noi tutti utilizzare la radio con le dovute prescrizioni e procedure (Rispettare i primi 3 minuti di silenzio radio ogni mezz’ora, OVER ed OUT tanto per cominciare) e gentilezze nei riguardi di chi ci risponde (il BUNOGIORNO COMANDANTE e BUON LAVORO ad esempio) vediamo un po’ più da vicino questa Prova Radio e parte di quello che ad essa orbita intorno.

Quando, perché, come effettuare la prova radio VHF?

Sul quando,

personalmente, non lesino mai. La prova radio VHF la faccio ogni tanto per accertarmi che effettivamente tutto funzioni correttamente, sicuramente dopo prolungate soste (a terra e non). Sicuramente dopo condizioni “particolari” che avrebbero potuto mettere a dura prova la stabilità dell’antenna e/o tenuta dei connettori (mare grosso, temporali,…). Obbligatoriamente dopo interventi sull’impianto radio (sostituzione della stessa, del cavo di alimentazione o di quello coassiale, dell’antenna o dei connettori, installazione AIS).

Perché?

Fondamentalmente per due motivi. Il primo è che un malfunzionamento all’impianto radio è sovente invisibile e quando ce ne rendiamo conto potrebbe essere troppo tardi dato che, ad esempio, una radio con una ottima ricezione, non è detto abbia anche una trasmissione quanto meno accettabile.
Il secondo è che la sicurezza in mare non dovrebbe essere questione soggettiva, e la radio ci può salvare la vita. Oggigiorno, le comunicazioni radio, VHF o HF (la cosiddetta SSB) hanno perso un po’ del loro ‘fascino’ (ma non utilità) per l’avvento del digitale e del satellitare. Le prime viaggiano comunque grazie alla radio, le seconde hanno un proprio corpo ed una propria anima senza nulla condividere con l’impianto radio di bordo.

Spesso, a dire il vero troppe volte, sento da parte di clienti o amici frasi del genere “la radio la tengo a bordo perché obbligatoria ma non serve a nulla, non la uso mai, preferisco il mio telefono satellitare che non mi abbandona ovunque io sia”. Ebbene, così non è, per il semplice fatto che le comunicazioni satellitari (GPS in testa) sono in qualche modo gestite da qualcuno, cosa che non avviene con le comunicazioni via etere. Un esempio raccontatomi da un caro amico pilota, ci riporta all’attentato sulle Torri Gemelle a New York. Nei momenti più concitati, mi disse, fu disattivato il sistema GPS e gli aerei dovettero navigare con metodi decisamente meno avanzati seppur per “soli” 15/20 minuti. Un lasso di tempo che in situazioni di reale emergenza possono durare un’eternità o un batter d’occhio, con tutto quel che ne consegue.

Personalmente ho provato sulla mia pelle quanto ho scritto, e se oggi posso farlo è grazie ad un VHF portatile pur avendo a bordo SSB e satellitare. Fatto salvo chi naviga solo negli angoli più remoti del mondo, le orecchie che sono in ascolto sul CH 16 sono decisamente più di quelle che sono in ascolto sulle HF, senza considerare il satellitare dove ad ascoltare ci sarebbe un singolo corrispondente (a patto di trovare l’interno libero). Ancor più sono le orecchie in ascolto sul CH 70 del DSC (e sulle frequenze DSC della SSB).
Non sottovalutiamo quindi il nostro VHF!

Come.

Diciamo subito come non fare la prova radio VHF. Per rifarmi agli esempi di chiamata che ho citato, chiamare Compamare Roma da Ostia o Locamare Porto Cervo dalla rada di Porto Cervo non serve assolutamente a nulla! La distanza tra le antenne di chi trasmette e di chi riceve è talmente minima che probabilmente si riceverebbe il desiderato cinque quinti anche senza antenna.
Una chiamata per prova radio dal porto turistico di Ostia, tenendo conto anche della situazione orografica, va effettuata quanto meno verso Compamare Civitavecchia che ci restituirà un rapporto di ricezione di almeno 4/5. Un rapporto inferiore è indizio di qualcosa che non sta funzionando a mestiere mentre uno superiore ci deve indurre ad andare oltre. Uscendo di appena qualche miglio dall’avanporto, una barca a vela con antenna posizionata in testa d’albero, deve poter tranquillamente provare a collegare la famosa Locamare Porto Cervo, oppure con maggiori possibilità Compamare Olbia con rapporto di almeno 2-3/5 da quest’ultima, ovvero un indice di comprensibilità che seppur difficoltosa resta pur sempre udibile/decifrabile. Sarebbe un buon risultato. Se ce la fate andate oltre, e scoprirete che con buone condizioni di propagazione, riuscirete ad avere dei soddisfacenti rapporti di ricezione anche da Palermo Radio.
Provare per credere, senza guardare troppo la cartina geografica.
Le prove, per i velieri, andranno fatte con motore accesso (anche gruppo elettrogeno se presente) a non meno di 1.400 giri, e richiedendo espressamente la presenza di rumori e disturbi di sottofondo.
Se, tuttavia, con un rapporto di ricezione basso la comprensibilità può risultare difficoltosa, è abbastanza ragionevole affermare che una comunicazione in digitale (DSC) arrivi ben leggibile. Ecco svelata una delle ragioni per le quali DSC, MMSI, SRC e compagnia cantando non siano propriamente delle bufale.

Ed ora in pillole, alcuni consigli su come ottenere questi risultati.

Alimentazione 12/24 V.

Se non si hanno specifiche competenze non alterate mai il cavo di alimentazione con prolunghe e/o vari spezzoni. Personalmente prediligo impianti il più possibile sezionati, ma nel caso dell’alimentazione del VHF/HF questo significherebbe andarsi a collegare a valle di chissà quante derivazioni, distribuzioni, interruttori. Un interruttore magnetotermico dedicato potrebbe non essere sufficiente, giacchè lo stesso sarebbe a valle di uno stacca batterie, ed in casi particolari di emergenza non è da escludere la necessità di dover togliere tensione agli impianti motore e/o servizi. Quindi, collegate la radio direttamente alla batteria con appropriati fusibili, sia sul positivo che sul negativo, con capicorda obbligatoriamente saldati.

Cavo coassiale.

Un buon cavo coassiale non può costare meno di € 2,00 (ed oltre) se comprato a buon prezzo. Le specifiche di questi cavi sono veramente molte ed incomprensibili a chi non ha le mani in pasta. Non mi è mai capitato di trovare cavo coassiale di qualità presso rivenditori di elettronautica. Il mio consiglio è di acquistarli in rete o chiedere consiglio presso negozi che vendono articoli per radioamatori. Se non acquistiamo le drizze in ferramenta, non esiste nessun motivo per il quale acquistarci il cavo coassiale. Buona parte della potenza irradiata dalla radio può essere dispersa proprio prima di arrivare in antenna, vale sicuramente la pena investire in questo componente fondamentale.

Connettori coassiali.

Un buon cavo coassiale ha propri connettori dedicati, acquistateli assieme al cavo del tipo che vi occorrono e solo ed esclusivamente del tipo a saldare. Le radio moderne hanno ormai connettori di tipo N mentre lato antenna si possono trovare di tipo UHF (PL). Connettori decenti costano almeno € 6,50 l’uno (qui un altro esempio). Volendo migliorare l’impianto esistente senza spendere troppo è possibile effettuare la saldatura dello schermo del cavo (la cosiddetta calza) sulla parte inferiore del connettore, sia lato antenna che lato radio. Questo consentirebbe un’ottima connessione elettrica ed una buona protezione dalla corrosione. Occorre un buon saldatore ed esperienza per non danneggiare cavo e connettore.
In commercio si trovano alcune antenne che non hanno il connettore ma una sorta di trappola ove inserire il cavo coassiale nudo. Ritengo, specie in campo nautico, debbano essere considerate illegali. Giratene alla larga!

Antenna.

Personalmente preferisco quelle in acciaio, praticamente eterne con la possibilità di poter essere tarate per una risonanza ottimale. Quelle in fibra di vetro sono più diffuse e vanno benissimo anche se dopo molti anni passati al sole hanno la tendenza a delaminarsi o meglio sfibrarsi. Questo non ne modifica il rendimento, in casi estremi solo la tenuta meccanica dello stelo, ma piccole parti potrebbero raggiungere la coperta causando piccole noie per via delle schegge sulla pelle. Per tale ragione alcuni produttori le rivestono con un film plastico.

ROS-metro.

L’ho visto a bordo solo una volta. Dovrebbe essere obbligatoriamente installato al pari dello strumento per la temperatura acqua motore o livello serbatoi: uno strumento discreto per le sole VHF costa almeno un centinaio di euro. Il suo scopo è quello di misurare la potenza in uscita dalla radio e, cosa ancor più importante, la quantità, che in impianti non perfettamente ‘risonanti’ rientra all’interno dell’apparato con il rischio di danneggiarlo seriamente. Se non lo volete acquistare, chiedete a qualche amico che lo ha, sarà ben lieto di venire a bordo per una misurazione assolutamente non invasiva.

Buone trasmissioni a tutti

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