Nel video vedrete una barca che a definirla particolare è riduttivo. Da anni che veniamo a Marmaris e lui è sempre qui. Non posso mostrarvi il suo viso per ovvie ragioni di privacy, ma soprattutto perché lui (chiamiamolo ‘Gunter’) non ama la pubblicità; o meglio solo se a pagamento! Iniziamo col dire che lui ormeggia di prua, ne consegue che in banchina ha armato una scaletta per consentirgli di passare dalla delfiniera. Appesa a questa un bel cartello con scritto in soldoni “se volete fotografare la barca pagate 2€”. Si perché in effetti la sua più che un veliero è un contenitore di oggetti. Il video non rende bene, ma se al contrario riusciste a scorgere detta abbondanza, allora trasferitela tranquillamente a tutta la barca, murate fino a prua: è completamente sommersa di ogni oggetto, nautico o meno, ridondante almeno 3-4 volte rispetto all’effettiva necessità, sia essa personale che ai fini normativi. Si va dalle cime, ai salvagenti, ai parabordi, alle campane per la nebbia, sedie, ninnoli e ninnoletti. Fin sopra l’albero. Non c’è un angolo della barca che si salvi, e più che la dimora di un marinaio, sembra la casa di un circense.

                               

    Gunter passa le giornate a bordo, seduto a volte a poppa altre a prua, mimetizzato letteralmente dalle sue cose. Lavora su qualche oggetto, sistema quelli trovati chissà dove, legge e per lui, teutonico dagli occhi azzurri dall’età indefinibile, è tutto normale. Sa bene che desta la curiosità degli altri diportisti, a tal punto da mettere quell’avviso esilarante, per cui in qualche maniera è anche consapevole del suo ‘disagio’. In quanto difficilmente la si potrebbe pensare diversamente.

    Ogni tanto lo incontriamo sul pulmino che collega il marina a Marmaris. Non vi si reca solamente a far la spesa, o portare a riparare un pezzo, bensì gli necessità qualche ulteriore integrazione per la sua interminabile collezione. Non ci crederete ma sembra che Gunter abbia ben 2 container pieni di altra roba! Si, oramai avrete capito che abbiamo a che fare con un accumulatore compulsivo.

    Non è l’unico, e anzi è abbastanza diffusa questa patologia, se così vogliamo chiamarla. Probabilmente è una mania che varia da persona a persona, sia come oggetti che intensità. Conosco donne piene di scarpe che non possono resistere al richiamo del nuovo acquisto. Chi non riesce a separarsi dalle cose vecchie, ritrovandosi nel giro di qualche anno, ‘sommerso dai ricordi’.

    E chi come lui, colleziona grilli, bulloni e sartie. Senz’altro è un’eccezione importante, una rarità nel settore. Soprattutto a stupire è che lui naviga. Mi direte che non è possibile, non c’è sicurezza, possibilità di manovrare o anche semplicemente osservare l’orizzonte; ed effettivamente io la penso allo stesso modo: non mi sognerei mai di prendere il mare così conciato. Altrettanto facile dargli del pazzo. Sta di fatto che lui prende e salpa, e naviga. Quanto meno si sposta, a vela o a motore proprio non saprei, ma tanta fu la mia sorpresa quando vidi alla fonda la sua barca, in quel di Pedi, splendida rada dell’isola di Symi, a 40 miglia di distanza.

    Ad aggravare la storia è il fatto che navighi da solo, vive da solo, e da quel che posso intuire non è proprio pieno di amici; probabile ami la solitudine, piuttosto che sia complicato per il prossimo ‘normale’, interagire con lui.

    Insomma, fuori dai denti, anche io lo consideravo un tipo bizzarro con qualche rotella fuori posto, il che poi non è un male in sé intendiamoci, a tratti mi piacerebbe pensare facessi io lo stesso effetto sugli altri: mi suona come un non so che di libertà.

    Finché, proprio quel giorno, sbarchiamo con il tender alla ricerca di qualche vettovaglia.

    Dopo pochi passi, accingendoci alla solita lunga camminata per recarci a Symi città, lo vediamo lì, seduto su una panchina sul moletto di attracco dei pescatori greci. Gunter era placido, omone grosso, serafico, sereno. Avete presente la persona più buona del mondo? Neanche io ovvio, ma provate a immaginarla, provate a raffigurarvi un volto che possa rappresentare la calma e l’equilibrio interiore, un individuo in pace con se stesso e gli altri. Ecco, quello è Gunter.

    Ebbene, lui in quel momento non faceva altro che dar da mangiare poche briciole a qualche passerotto di passaggio, fino a quando però uno di questi gli si posa sulla spalla lasciandosi accarezzare da quell’uomo assurdo. Cioè, vediamo di capirci, non sto parlando di un volatile ammaestrato, no; un normale passerotto, selvatico, che in qualche maniera percepisce l’energia di pace sprigionata da costui, a tal punto dal lasciarsi accarezzare, senza alcun timore. Pazzesco. Io non ho mai visto una cosa del genere. Sembrava di essere in un episodio di quella vecchia serie americana “Ai confini della realtà”. Io e Başak, quel giorno abbiamo assistito a ciò che probabilmente videro le persone incrociando San Francesco, né più né meno.

    Ancora oggi non riesco a spiegarmi una cosa del genere. So solo che quel pazzo, accumulatore compulsivo, mi ha colpito al cuore. Spero un giorno di poterlo conoscere davvero, anche se non parlo il tedesco, e lui certamente non conosce né l’inglese né l’italiano; ma sono convinto non servirà, mi basterà stringergli la mano, godermi il suo sorriso, e far finta di essere un passerotto senza il bisogno di ascoltare parole, ma solo la sua energia. Pura energia. Se ciò significa essere pazzi, mi auguro vederne il loro numero crescere vertiginosamente in tutto il mondo, a sufficienza da poterci insegnare quel che, evidentemente, ancora non sappiamo.

    Vi è mai capitato qualcosa del genere?