Accingendoci ad alare Yakamoz, inizio il ripasso delle cose da fare per l’invernaggio, (ecco la mia guida) e insieme verifico se ho tutto, pezzi di ricambio come filtri e giranti acquistati già da un anno, piuttosto che gli utensili necessari a sistemare quel problema lì…

    Immagino che in molti si rivedano nelle mie parole, in particolare quando si apre la ‘cassetta attrezzi di bordo’, con la speranza che non manchi nulla, ma proprio nulla.

    Perché se la barca è molto recente possiamo effettivamente ipotizzare una cassetta ‘leggera’: diciamo che per circa 10 anni avrete da metter poco le mani, quindi il solito set di cacciaviti, qualche kit di chiavi spaccate, un martello, una pinza, un coltello multifunzione da vela, e un tester sempre utile special modo se scafo in alluminio. Fine, più o meno.

    La musica cambia se il naviglio inizia a passare i 15 anni. E se si vuol provvedere da sé ad ogni richiesta della bastarda (è un continuo rapporto di amore e odio, sappiatelo), la cassetta in realtà diventerà una mera espressione simbolica, una metafora per rappresentare tutti i gavoni della barca, trasformati nel magazzino del negozio di ferramenta più fornito che abbiate mai visto.

    Perché la guarnizione dell’oblò inizierà a perdere e allora servirà il Sika (silicone specifico per nautica), poi qualcosa potrà scollarsi ed ecco la pistola per colla calda con relative cartucce; poi vorrai rinnovare la finta pelle, e via rotoli di tessuto e sparapunte meccanica e elettrica. Dopo un po’ ti sentirai “Il Signore degli anelli” per quanti se ne rompono, e via di trapano, punte a profusione, battiperno, pappagalli, chiavi a brugola, chiavi inglesi, misure maggiori, pezzi di legno, plexiglas vecchi (hai sostituito tutti i vetri e gli oblò), barattoli di vernice, primer, tute da lavoro, taniche di olio, gasolio vecchio in avanzo per pulire i winch, ricambi per i winch, winch di scorta acquistati d’occasione come spare parts, frullino, magari 2 perché uno sta per rompersi (lo senti, lo senti che sta lì lì), rotorbitale, carte abrasive di ogni grana in fogli tradizionali e formati specifici per gli utensili di prima, cacciaviti speciali, recupera oggetti a pinza e magnetici per tutto ciò che cade nei misteriosi pozzi inghiottenti della barca (funzionano e utilissimi), filettatrici, filiere, kit scalpelli per legno (comprato dal cinese un giorno che ti sentivi “scultore-ebanista-maestro d’ascia”: tornati comunque utili anch’essi), frese di ogni tipo, fustellatrici a martello per tessuti e per legno, fustellatrici per trapano, utensile Multimaster e suoi accessori, Dremel e suoi accessori, due tester perché uno più serio, cicalini per verifica dispersioni, led stesso motivo, cavi elettrici a sufficienza per un’altra barca (hai appena cambiato il cablaggio dell’albero, che fai butti cavi tutto sommato ancora buoni?), rivetti a profusione di ogni forgia, due rivettatrici (una è più seria dell’altra che avevi nello scantinato dello zio), tagliasartie d’emergenza, cacciavitini, bulloni e dadi a profusione (non rimarrò più senza quella misura: puntualmente però mancherà sempre un’altra), viti per ogni gusto e stagione, cartucce di silicone mezze usate (potrebbe tornarmi utile: poi quando serve scopri che è secca da anni), guarnizioni liquide (quelle rosse per il motore e non solo), oring come se piovesse compresi quelli speciali per il pistone del timone, pezzi di tubature flessibili per acqua dolce, tubature specifiche per circuito impianto idraulico deriva e timone e relativi raccordi smontabili, pinza per faston e faston vari, forbici da elettricista (due, una è più seria dell’altra), nastri di ogni tipo e colore (americano, carta, elettrico, alluminio, butilico, scotch da pacchi, ripara vele, colorato modanature, quest’altro invece non so a cosa serva, boh), chiavi a tubo, chiavi snodate per arrivare lì dove non puoi, trapano a manovella (si quello di mastro Geppetto), dischetti sverniciatori per flex, punte per molare e sverniciare da trapano, saldatore elettrico, a gas, lampadine di ricambio, cerniere varie, ricambi motore fuoribordo e motore barca, alternatore di riserva, pompa sentina di riserva, giranti, estrattore elica, morse da falegname, morsettina tradizionale da banco, taglierini (minimo 3, si rompono e uno è di quelli seri), pezzi di teflon in fogli di vari spessori, terminali per i cavi elettrici, kit sartie d’emergenza, chilate di grilli, grilletti, perni, forcelle, forchette, bozzelli, bozzellini (erano in offerta di seconda mano quasi regalati), spine, coppiglie, strozzacavi, morsetti, moschettoni, anelli, cavallotti piatti e tondi, strisce di butile, latte di acetone, tiner, wd40 e simili, false maglie, lime (3 tipi), pennelli, rulli, portarulli, raschietti di varie dimensioni e materiali, pezzi avanzati di tubo inox, d’alluminio, impregnante per legno, vernice ad acqua per legno, ricambi pompa wc, pompa wc vecchia per ricambi (una volta pulita a modino può tornar utile), punte per estrarre viti inchiodate o spanate, utensile a percussione per viti bloccate, eccetera, eccetera, eccetera.

    La lista è interminabile davvero, e per quanta roba vi riempirete, puntualmente in quel preciso, topico istante, mancherà sempre qualcosa: non è la legge di Murphy, ma la legge del Marinaio.

    Quindi meglio non avere nulla? No, la responsabilità ti impone alcuni passi da compiere a priori, fino all’estrema ratio, o sogno per molti maniaci tra cui me, di realizzare la mitica cabina officina con tanto di banco da lavoro, morsa, piccolo tornietto e trapano a colonna (slurp); ah dimenticavo, e la macchina da cucire che fa tanto navigatore da lunghe rotte.

    L’alternativa come indicato all’inizio è acquistare una barca molto recente, il che non garantisce a priori assenza di guai ad onor del vero. Solo che spesso e non solo per questioni economiche, il veliero del viaggiatore-liveaboard non coincide precisamente con i modelli newage, e ci si trova a rimestare in gusci ben più solidi, collaudati e probabilmente già dotati di ampia officina grazie all’amore dei precedenti armatori. Se un altro prima di noi si è smenato per anni venendo a contatto con le peculiarità dell’imbarcazione, può essere intelligente approfittarne a patto di accettare le regole del gioco appena citate.

    Soddisfatti? Bene, buon divertimento.