Attrezzatura video fotografica adatta al mare.

È un piacere parlare di questo che ritengo un argomento poco trattato, in un ambiente complesso come quello marino. Come molti di voi sanno, la fotografia è la mia passione, che porto con me dall’età di 10 anni, quando con la piccola “Agfa” regalatomi per la prima comunione, iniziai a scattare, affinando man mano quella che poi si trasformò anche in Arte.

Se vogliamo immortalare i nostri splendidi viaggi, tenendoli per noi o per condividerli nei social, l’attrezzatura adatta special modo in mare, non è da prendere sotto gamba: sia che ne facciate un gioco, hobby, e soprattutto se per lavoro.

Oggi con il telefonino facciamo tutto è vero, e per l’impiego ludico è più che sufficiente.

Poi però se si vuole effettuare un piccolo salto di livello, bisogna adeguare le proprie idee.

Innazitutto io tendo a stigmatizzare l’uso dello smartphone, in quanto la fotografia vera alla fine è quella stampata. Sappiamo tutti che nella memoria digitale, si accumulano migliaia di immagini, spesso inutili, o peggio belle ma dimenticate. Alcune vengono cancellate per errore, altre perse nei meandri di qualche hard disk.

Quindi primo consiglio, riprendete a stampare. Ma per far ciò si ha bisogno di un file di qualità adeguata, che sovente i telefonini non offrono. Sono congegni minuti la cui memoria deve contenere oltre gli scatti e i video anche tanti altri dati, quindi ovvio che non possa esserci tanta qualità. Stiamo arrivando anche a questo, la tecnologia ci viene incontro, e già molti telefoni offrono ad esempio file RAW, per esser lavorati con qualche “camera oscura digitale” (il file raw è un file grezzo, come la pellicola di una volta, che ha bisogno di essere trasformato in jpeg per essere stampato, o anche solo per esser visualizzato: spesso va “sviluppato”con programmi tipo LightRoom). Però attualmente nessun cellulare può sostituire una macchina fotografica tradizionale. E’ normale, le dimensioni a volte contano (…), e anche la possibilità di cambiare ottiche, velocità dei processori nel catturare e archiviare le immagini, eccetera.

La faccio breve, rimandando magari a un ebook specifico, ampia dissertazione.

Dopo anni di Nikon e 8kg di roba sulla schiena, gridai al miracolo quando Sony tirò fuori la prima mirrorless di qualità, tale da competere con le blasonate a tradizionali reflex.

Dopo un primo approccio semi scettico, ma necessario vista la cervicale incombente, compresi l’incredibile salto avanti compiuto dal gigante giapponese: da notare che quasi tutti i sensori (Nikon) compresa, vengono prodotti da Sony.

Oggi con appena 2 kg di attrezzatura, contenuta in un comodo ed economico zainetto monospalla, scatto felicemente e giro i video da noi prodotti, e che conoscete tutti quanti. Inoltre nel mio caso con la Sony Alpha 7R, parliamo di ben 36mp di qualità con sensore FullFrame. Qualcosa di incredibile, viste le ridotte dimensioni. Ho acquistato su ebay diverse ottiche usate, oramai dimenticate in quanto analogiche e non più utilizzabili con le digitali. Quindi anche questo ha fatto scattare la molla nella mia testa, in quanto perfettamente in linea con la logica del riutilizzo, senza dover ricorrere a nuovi prodotti.

Il corpo della mia Sony tra l’altro è tropicalizzato, il che significa che si può utilizzare per assurdo anche nel Sahara e la polvere non entra. Di conseguenza adatta anche all’ambiente salmastro (senza esagerare però, non è subacquea!).

Oggi la Sony ha prodotto diversi upgrade, alcuni dei quali costosi e incredibili, che man mano sostituiranno del tutto il mondo reflex: si, amanti nostalgici, mi rincresce dovervelo dire, ma questo sarà il futuro.

Grazie all’iper produzione e alla sempre più crescente richiesta e conversione di moltissimi fotografi, prima scettici come me, in giro si trovano macchine e ottiche usate a prezzi eccezionali.

Dunque, con poca spesa avrete eccellente resa. Fidatevi.

Non spendo molte parole su quello che sta divenendo un fenomeno commerciale senza uguali, la GoPro. Unisce turisti, amatori e professionisti, è subacquea e porta nelle emani di tutti una qualità prima appannaggio di attrezzature specifiche e costosissime. L’unico vero strumento per poter riprendere le scene a bordo di una barca, spesso in circostanze quali burrasche, dove l’ultimo pensiero di un equipaggio è quello di fare le riprese. Riguardare a casa avventure del genere, non ha prezzo sul serio. Anche qui come per la Sony, tale è stata la diffusione che il mercato quasi regala le GoPro delle generazioni precedenti, ampiamente sufficienti a produrre ogni genere di scatto e video al massimo livello qualitativo.

Il comparto delle action cam però ha richiamato ogni sorta di produttore fotografico, e questo fa il gioco dell’utente finale, il quale oggi può scegliere tra Nikon, Sony e molte altre case, che ogni giorno arricchiscono l’offerta abbassando notevolmente il prezzo medio.

Come sempre, se siamo intelligenti, e seguendo l’esempio del miglior judoka, possiamo utilizzare l’iper consumo a nostro vantaggio, senza cadere nella foga dell’upgrade.

Si, credetemi, parola di esperto, una volta scelto il prodotto e compreso l’uso che se ne deve fare, tendenzialmente potrete tenerlo con voi fino all’eventuale rottura. Perchè oramai siamo arrivati a una sorta di vicolo cieco, in cui l’hardware è rimasto pressochè uguale da anni (riflettete ad esempio sui processori Intel: da anni i pc si muovono grazie ai processori i3-i5-i7), e i sw in realtà offrono qualità praticamente inutili alla percezione dell’occhio umano. Attualmente nel comparto video stiamo per arrivare all’8k! Che senso ha se già il 4k lo può notare solamente un occhio esperto e sopraffino? E’ solo marketing e esigenza del mercato di tirar fuori prodotti nuovi per rendere effervescente ciò che si sta trasformando sempre più in un cane che si morde la coda. Dunque approfittatene ma non cadete nel subdolo tranello.

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