Questa foto mi ha sempre colpito molto, in quanto sintetizza l’attuale situazione umana. Giocando con le parole si associa l’assenza di un piano B con un pianeta B, che in buona sostanza sono la stessa cosa. Geniale. Struggente.

    Sta arrivando Natale, ho appena scritto un articolo sui consigli per regali intelligenti, a basso budget. Ci provo, cerco di trasferire un piccolo messaggio navigando anche nelle acque del consumismo, che, non mi stancherò mai di ripetere, non va bandito ma ridimensionato.

    E mi rendo perfettamente conto che il mio ruolo è analogo a quello di Davide contro Golia, con la differenza che almeno lui era un personaggio importante…

    Ora, basta che scorra i vari post sui social, special modo nei gruppi che tento ogni tanto di frequentare (davvero complicato per me), ed ecco apparire Golia in piena forma. Si manifesta tramite l’ammirazione di molti verso i nuovi modelli della prossima America’s Cup, oppure applausi e desideri pornografici per l’ultimo Perini o un ‘semplice’ Swan.

    Sono certo che la stessa cosa avvenga in altri gruppi relativi alle automobili o semplicemente che so, macchine fotografiche.

    Capisco da tutto ciò che non ci siamo, davvero.

    Non riusciamo a comprendere la gravità delle nostre azioni, ma siamo i primi a risentirci di fronte “ai potenti del mondo che non fanno nulla per cambiare le cose”.

    Ora vi do una notizia sconvolgente: quei potenti siamo noi!

    Recentemente una teenager svedese, la nota attivista 15enne Greta Thunberg, ha parlato seduta accanto al Segretario Generale delle Nazioni Unite, in occasione della Cop24, scaraventando in faccia ai vari potenti un grido di dolore per ciò che stanno, anzi stiamo facendo a questo povero pianeta. Il suo pensiero si può riassumere brutalmente così “Ci state rubando il futuro”.

    Sarebbe bello se in un mondo di fantasia, questa ragazzina potesse trovare spazio in prima serata a reti unificate, favorendo così un esempio leggermente più edificante che non lo “Sfera” di turno, o del tanto atteso esame finale dell’imbecille ballerino nell’ennesima trasmissione della ‘De Filippi production’, et similia. Perché, come aveva intuito quell’illuminato gigante Kemal Atatürk, il futuro è dei giovani “Lascio il paese ai giovani, perché da loro viene la forza, il coraggio e la speranza per il futuro”. Solo che se i giovani di cui parliamo li stiamo allevando con gli esempi attuali, ho paura che non abbiamo nessuna speranza.

    Tu papà, che parcheggi il tuo SUV sul marciapiede, stai insegnando due cose enormi a tuo figlio.

    La prima che è giusto buttare soldi dal finestrino per un mezzo totalmente inutile, ingombrante e inquinante. La seconda che il rispetto per lo spazio altrui, ma direi il rispetto per l’altro in generale, è argomento poco rilevante.

    Tu papà che ambisci al nuovo giocattolo galleggiante appena sfornato dalla fabbrica del lusso, fregandotene di rovistare in un comparto usato impressionante, quindi riciclando, stai insegnando a tuo figlio che è giusto continuare a pompare 100 milioni di barili di petrolio al giorno, inquinando e uccidendo il pianeta della tua stessa prole, per un tuo stupido sfizio.

    Tu papà che lavori 15 ore al giorno, producendo i tuoi mila euro, al fine di ottenere vari privilegi di incomprensibile valore, non stai dando l’esempio di un uomo onesto e retto, che ‘lavora sodo per avere successo’, ma un messaggio di una persona che preferisce togliere tempo alla famiglia, alla cultura e alla crescita umana personale, che avrebbe potuto accontentarsi del giusto.

    Nessuno è escludibile, persino se non soprattutto coloro i quali non navigando nell’oro, preferiscono spendere i sacrifici del tempo impiegato a produrli, nell’ultimo Iphone.

    Abbiamo travisato e distorto se vogliamo, ciò che fecero i nostri predecessori. Loro partivano da una situazione devastata, i resti della seconda guerra mondiale, con tutto da ricostruire e molta, molta ingenuità. Non c’era tempo per riflettere, ci si doveva rimboccare le maniche, e sul serio a molti mancava il cibo per sfamare un’intera famiglia, all’epoca anche numerosa. Così si è prodotto, si è andati avanti per quel minimo di benessere che giustificasse il sudore speso.

    Ci stava anche che Enzo Ferrari producesse quei gioielli inarrivabili che erano le sue automobili; alla fine tanto, non erano destinati alla massa ma a pochi eletti, come sempre è stato. Oggi la Lamborghini produce il suo bravo SUV!

    Una volta si mangiava carne ogni tanto, e molti nonni sono oggi centenari, senza l’aiuto di tanta ‘scienza medica’. Ora l’opulenza alimentare ha raggiunto vette estremamente volgari, per la cui produzione si consuma la maggior quantità di petrolio. La cosa divertente è che la qualità è scesa drasticamente, e ogni pezzo di carne animale che ingeriamo contiene più schifezze e tossine di quanto noi possiamo minimamente immaginare. Aumentano le così dette allergie, intolleranze e via dicendo. Ma a nessuno pare freghi nulla, la colpa è sempre del fato, della sfiga. “Dottore, mi dia la pillola”. Ma la pillola siamo noi.

    Ed ecco la distorsione. Quello per cui molti lavorano non è più il benessere sufficiente al sostentamento dei propri cari, ma la possibilità di accaparrarsi gli eccessi pubblicizzati dai media, dalla società turbocapitalista. Si lavora per il più. E c’è gente, che conosco personalmente, la quale non si accontenta neanche di quell’eccedenza, ma maneggia soldi, importi consistenti, che per molti costituirebbero una vera e propria agiatezza, con una sufficienza disarmante, anzi volgare, offensiva. Magari solo per dare quel ‘minimo di paghetta’ (equivalente allo stipendio di un manager) al povero figlio, ebete, che domani si ritroverà una miniera d’oro senza sapere bene come. Indifferenti al resto, al mondo circostante.

    Non ci siamo.

    Il mondo si è portato dal consumismo, all’iper consumismo, e tutti, anche coloro i quali non potrebbero, si stanno abbeverando a questa fonte velenosa, che richiede energie mostruose, inquinanti e deleterie per il pianeta.

    Tutti i genitori si prodigano per i figli, auspicando per loro un futuro migliore, solo che non si rendono conto quale sia questo futuro migliore. Il futuro migliore non può passare per la strada già da noi percorsa, insostenibile e inutile, come detto.

    C’è bisogno di ridurre i consumi, rivedere la propria scala di valori, decrescere per crescere.

    Non nascondiamoci dietro il fatto che “tanto cosa possiamo fare noi se i potenti se ne fregano”, perché signori questo è l’errore, ben noto tra l’altro a chi quelle masse le comanda.

    Noi abbiamo un ruolo fondamentale, sia che siamo padri, zii o nonni, ed è quello di fornire un esempio ai giovani. Un domani, quando questi ci rivolgeranno la domanda “ma perché non avete impedito che ciò accadesse?”, sarebbe bello poter rispondere “Io ce l’ho messa tutta!”.

    E ora, dai andiamo a fare i regali, ma con maggior consapevolezza.

    E non dimenticate di partecipare al Fondo “Si può fare”. Grazie