L’ARTE DEL RICICLO: UN TAVOLO HI-TECH!

    Quando si sposa una vita a basso budget, per forza di cose si “aguzza l’ingegno”. Inoltre spesso chi compie un passo del genere, lo fa anche per questioni etiche, scatta l’esigenza di decrescere e senza ombra di dubbio lo spreco viene biasimato.

    Con questo articolo riporto un paio di casi eloquenti della filosofia del riciclo, che trova ampia applicazione e spesso con risultati qualitativi, in ambito nautico, presso i marina nello specifico.

    E si, perché molti armatori danarosi cestinano indipendentemente dalla vetustà dell’oggetto, magari semplicemente per via che è uscito un “upgrade” più bello, e più adatto al proprio veliero. Dato che la mentalità è un po’ differente dal liveaboard, il bidone della spazzatura è la destinazione naturale.

    Qui entriamo in gioco noi.

    No, non sto consigliandovi di recitare il clochard che rovista nei secchi, in quanto gli articoli di cui parlo vengono messi al di fuori del secchione, o in prossimità della banchina del cestinatore. C’è una sorta di codice comportamentale, che anche i più agiati capiscono: quindi d’accordo buttare ma altrettanto etico dare la possibilità di utilizzo a qualcuno che in quel momento potrebbe essere alla ricerca proprio dell’oggetto in questione.

    Così facendo noi abbiamo riutilizzato 3 porta parabordi in inox, praticamente nuovi, oggi riadattati a porta-cose: scarpe, pinne e maschere, varie ed eventuali. Pezzi di teak nuovissimi con cui ho sostituito le doghe della scaletta per il bagno a mare; o legni vari con cui ho realizzato un’appendice del tavolo e tante altre cose più o meno importanti. Non ultimo un’asta porta bandiera in inox nuova, lasciata lì, vicino un bidone del marina, non si sa bene perché.

    A mia volta faccio lo stesso. Cime di troppo le lascio a disposizione di chi può e vuole farne altro uso. Barattoli di primer mezzi pieni ma che so non potrò più usare. Per finire con i classici alimenti, quando si lascia la barca in secco a vantaggio di chi resta. Insomma riciclare non solo è bello ed economico ma eticamente importante.

    Oggi lascio la parola a Giorgio e al suo tavolino in “carbonio”.

    Un tavolo speciale

    Sei anni fa un amico romano che vive in un grande motoryacht nei mesi invernali a Marmaris, faceva guardianaggio e controlli per passare il tempo, sia su barche a motore appunto che a vela.

    Io arrivai come sempre in aprile, ci salutammo e mi spiegò come trascorse l’inverno; tra le varie storie l’armatore di un veliero di 16mt che volle disfarsi di una lastra in carbonio, dato che non gli serviva più e occupava spazio a bordo. Da lì al regalo il passo fu breve, per la gioia del mio amico che a sua volta liberò spazio e mia poiché lui sapeva della mia esigenza di un bel tavolino per il pozzetto: mi disse che poteva uscirne un tavolo leggerissimo. Ringraziai e la depositai nel grande magazzino che la mia barca tedesca dehler 39 ha la fortuna di avere. Come ogni questione da marinai, rimase lì per alcuni anni…

    Un giorno passando davanti a uno dei tanti cassonetti delle immondizie presso lo Yacht Marin di Marmaris, notai delle gambe in ferro pieghevoli, sicuramente smontate da un vecchio tavolo. Eureka!Recuperai il tutto e cominciai a studiare il processo per creare il tavolo.

    Fu così che procedetti a una profonda pulizia della lastra in carbonio (circa 2 ore); pulizia supporto ferro gambe (1ora); poi chiesi agli amici della ditta Marlin (officina motori) se avessero dello spray solitamente utilizzato per ringiovanire i motori: mi regalarono una bomboletta usata che fu sufficiente a rinfrescare le gambe.

    Dopodiché comprai 2 bombolette spray blu e il mio amico Alessandro del vecchio “Santander”, si prodigò a verniciarmi il tavolo di blu.

    Fortuna volle che quasi tutti i buchi corrispondessero agli agganci delle gambe e con 8 viti e bulloni giusti a scomparsa, il tavolo “nacque” con una spesa che non superava i 10 euro.

    Ma non finì qui, poiché i cari ragazzi amici di Sharp Marine Team (rigger, vele e tappezzeria) visto il tavolo mi dissero “se ci fai una delle tue fantastiche paste al ragù e del buon vino a bordo, ti regaliamo la copertura speciale in materiale waterproof”. Neanche il tempo di finire la frase che ci ritrovammo tutti quanti a bordo di “Fisico” a sforchettare e bere, sopra alla bellissima tovaglia-copertura che ancora oggi orna il mio tavolo “hi-tech”.

    Giorgio Spinacci

    Conclusioni

    Guardate sempre bene nei marina, spesso quello che cercate o che trovereste negli shipchandler a caro prezzo, è proprio lì dietro l’angolo. Se poi siete dei veri lowbudget, statene certi che se avete stabilito qualche contatto umano, questi si accorgeranno di voi, comprendendo la differenza tra un riccone e uno che ha fatto del mare la propria passione e casa, nonostante i pochi soldi. La solidarietà come avrete capito è una moneta ancora in vigore in questo meraviglioso mondo salato.

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