Questa domanda è abbastanza frequente, dato il nostro amore mai nascosto per gli animali. Cioè non proprio questa, ma se sostituite la parola “paperotto” con “cane”, i conti torneranno.

    Ma altrettante volte il consiglio (perché di fatto non è una domanda), viene gentilmente declinato.

    I motivi sono semplici, troppe responsabilità, e per chi come noi ha rinunciato scientificamente ai figli, forse non è ancora giunto il momento di condizionare le nostre vite per un simpatico animale domestico.

    Un cane, più di un gatto, richiede che dovunque tu sia 3 volte al giorno almeno, devi farlo sbarcare. Difatti io ancora non mi spiego come facciano quelli che amano sia il mare che un cane, in quanto d’accordo impostare le navigazioni ad hoc, ma caspita capiterà una volta che si affronterà una navigazione più impegnativa delle altre! E in quel caso cosa si fa? Perché a differenza di un gatto, il cane ha delle abitudini, esigenze legate se vogliamo anche agli insegnamenti ricevuti in terraferma, di fare i bisogni solo fuori casa… e quindi il povero animale che fa quando c’è burrasca, e si tratta di non poter sbarcare almeno 8 ore? Insomma, se io dovessi analizzare le nostre abitudini marine, le navigazioni fatte, gli imprevisti affrontati, davvero non saprei come incastrarci la figura di un cane, a meno di farlo soffrire.

    E qui l’altro motivo. Ma la sofferenza stavolta è la mia. Ho avuto diversi animali nel corso della vita, e puntualmente ho sofferto la loro dipartita, specialmente quando ti vedi costretto ad agire per eutanasia: so che chiunque abbia avuto un cane (o altro) può capire i miei sentimenti. Io invidio chi riesce a “sostituire” l’amato, con un altro cucciolo e so che così si dovrebbe, ma evidentemente questo è uno dei miei limiti e al momento non riesco ancora ad accettarlo.

    Tornando all’argomento principe, cioè di animali in barca, vi sembrerà strano ma non ho mai avuto il piacere di conoscere da vicino, un padrone-velista, per porgli le fatidiche domande.

    Ed è per ciò che rimando ai lettori, pregandoli di commentare quanto possibile, per comprendere da chi è così fortunato da poter gestire barca e ‘Fido’ a bordo.

    Nel frattempo però mi fa piacere condividere con voi tutti gli animali che ho visto navigare insieme ai loro padroni.

    Il cane, vabbè non è una novità.

    Il gatto, e anche questa non è proprio una novità ma più raro: il felino è più fortunato del collega canide, poiché la lettiera trova spazio serenamente a bordo, così come le sue abitudini. Potenzialmente si può navigare senza soluzione di continuità, di pari passo alle esigenze del padrone.

    E ora arriva il bello, perché è più difficile incontrare chi ha sia cane che gatto! Ops, ho dimenticato di specificare in particolare, e come sempre, io mi riferisco agli amanti della fonda, non di chi se ne va comodamente in porto, location certamente più semplice per le esigenze animali.

    Ebbene, dovreste vederli questi amici pelosi, prima salta sul tender “Fido”, e poi con un balzo “Silvestro”: il marinaio-servo li sbarca in spiaggia per il tempo necessario a farli scorrazzare un po’, e poi via di corsa di nuovo a bordo. Fido è sempre il primo, e Silvestro un po’ più restio alla chiamata del rientro: ho visto più volte il signore doverlo inseguire (diciamo così) convincendolo come possibile ad abbandonare l’escursione un po’ troppo lontana, dovuta alla tipica curiosità dei gatti.

    L’elenco prosegue con il “classico” pappagallo… oddio classico per modo di dire, in quanto è dai tempi dei pirati che la sua presenza non è più così frequente a bordo dei velieri. Però ancora qualche nostalgico dei tempi andati, ama navigare in compagnia del pennuto chiacchierone.

    E ora, se esistesse una classifica degli animali più strani mai visti a bordo, eccovi il secondo classificato, ovvero un dolcissimo paperotto! Si, avete capito bene, è stato adottato da una coppia di liveaboard, e quando fermi alla fonda “Donald” viene lasciato a passare la giornata in mare a bordo della piccola piattaforma galleggiante, organizzata per lui dai suoi padroni alternativi.

    Ma prima classificata una capra! Su di un caicco molto “border line”, lei era lì sul ponte a prua via, tranquilla alla ‘corda’ assicurata all’albero, come se fosse la cosa più normale del mondo. Latte di capra fresco per gli ospiti certo, ma immagino l’atmosfera romantica nelle baie turche intrisa di “eau de chèvre”, a deliziare le serata in pozzetto: indimenticabile.

    Insomma ce n’è per tutti i gusti, ed è evidente che la barca non costituisca un limite per i nostri cari amici, almeno non per tutti.

    Non so se un giorno mai riusciremo a imbarcare una terza figura, oltre i 2 “animali” già presenti a bordo di Yakamoz, ma ora so che potrebbe anche non essere un cane 😀

    E ora forza ditemi la vostra, esperienze comprese.