I 6 rimedi della nonna che chi va per mare dovrebbe conoscere.

    La stagione che cambia, il vento fresco affrontato con una maglietta un po’ troppo leggera, notti insonni passate al timone o aspettando che l’ancora non ari, un cibo gustoso ma non proprio igienico, abbondante polvere del cantiere dove rimessiamo, o conseguenza dei lavori forzati a bordo, piuttosto che una meravigliosa baia ma piena di pini sulla battigia e quindi di… api. Oppure le semplici sbadataggini. Insomma esistono tantissimi motivi per non essere al top delle nostre forze fisiche.

    Quando sei a casa o al lavoro non ci pensi nemmeno all’eventualità. Ma la cosa assume una dimensione differente quando sai che non hai una farmacia a portata di mano. Ci chiedete spesso come affrontiamo noi le malattie o i disturbi in generale, spesso nei posti lontani dalla civiltà, ma chi ci conosce bene sa anche che non amiamo imbottirci di medicinali, perciò negli anni precedenti abbiamo appurato che in particolare abbiamo bisogno di alcune cose specifiche, per dare una mano al corpo a riprendersi quando qualcosa non va.

    Prima di procedere però ci tengo a una premessa, e cioè che anche i più accaniti ipocondriaci una volta in mare, dovrebbereo allentare un poco la presa, e iniziare a vedere le malattie spesso come risposte del corpo a qualcosa. Chi va per mare per forza di cose ha accettato un po’ di fatalismo e elasticità, spesso lasciando fare al corpo quello che chiede, rispettandone tempi e “soluzioni”. Il cittadino, preso dalla vita frenetica non potrebbe neanche pensare a una cosa del genere, e la pillola risolvi tutto è sempre a portata di mano, senza rendersi conto che molte volte i problemi fisici sono frutto dello stile di vita, della mente.

    Bene detto ciò passiamo alla nostra lista dei top 6

    Aglio

    Una mattina vi siete svegliati con un leggero fastidio all’occhio, vi guardate allo specchio e scoprite la causa, un piccolo puntino rosso dentro una palpebra. Il famigerato orzaiolo. Fastidioso, irritante e mette a rischio seriamente la vostra capacità visiva anche se temporaneamente. Io risolvo questo piccolo e grande fastidio adoperando un aglio tagliato. Lo applico sul puntino rosso, dopo aver spremuto con la pressione delle dita per far uscire il suo succo. Nel momento in cui il succo d’aglio viene a contatto con il puntino urlerete dal dolore, ma come disse la saggia: “no pain no gain” (cit. Jane Fonda). La sera dimenticherete d’averlo avuto, importante agire tempestivamente.

    Acqua ossigenata

    Ovvio che tutti la devono avere a bordo a priori per igienizzare le ferite, ma a noi serve per fare anche altro. Sentite un fastidio alla gola e capite subito che è il principio di un mal di gola: che fare? Antibiotici, pastiglie? Noi no. Andiamo subito di gargarismi con acqua miscelata ad acqua ossigenata, ma vi ricordo che dovete stare molto attenti a non ingoiarla. Dopo 1-2 applicazione la gola apparirà meno dolorante. Ma non la usiamo solo per il mal di gola anche per mal di denti e/o infezioni alle gengive è una tocca sana: la potete applicare con un po’ di ovatta imbevuta di acqua ossigenata o sempre con gargarismi. Potente, immediato, costo quasi zero e se state attenti a non ingerirla il rischio è nullo. Provare per credere

    Aloe vera

    Capita di essere sbadati a volte. Può succedere dei giorni che mi bruci con niente molto stupidamente. Ecco per questi casi ho adottato un vasetto di pianta di aloe vera che applico sulla bruciatura tagliando un pezzo della foglia, aprendola in senso longitudinale e premendo un po’ per far uscire il liquido. Dopo 3-4 applicazioni la bruciatura non farà più male e se riuscite a proteggerla dai raggi solari non ci sarà nemmeno il segno. Potete applicare le foglie di aloe vera senza problemi anche sulle scottature solari.

    Ammoniaca

    La mia prima puntura d’ape l’ho avuta sulla nostra barca e anche le successive 3 volte. Tutte mentre eravamo all’àncora, lontani dalla riva. Non ci si può ribellare al destino, bisogna solo saper gestire la cosa. E le punture d’api non sono cose con cui scherzare o minimizzare. Io ho anche notato che le volte successive il corpo reagisce in maniera ancor più violenta, come se le tossine non servano da antiveleno ma si accumulino agendo tutte insieme. Perciò a bordo contro le api ma anche contro le meduse, si deve avere l’ammoniaca: ma questo va visto come prima fase di azione; per le successive consiglio vivamente di integrare la farmacia di bordo con Bentelan (cortisone) in pillole o addirittura per via intramuscolare. Non saprete mai con cosa vi “scontrerete” e questi medicinali per fortuna costano poco, hanno una scadenza lunga e sono reperibili ovunque nel mondo. Ma se si tratta di un caso normale (persona non allergica) basta versare addosso alla puntura dell’ammoniaca, toglierà immediatamente il dolore, rossore e gonfiore. Se il sollievo non dovesse arrivare, proseguite tempestivamente con il cortisone.

    Caffè e limone

    Ho conosciuto veramente pochissime persone che non fanno uso di caffè e ancor meno di limone. Ma usare tutti e due contemporaneamente forse non vi è mai venuto in mente. In effetti la combinazione non è tra le più felici, ma anche il motivo per il loro uso non lo è. Parlo di… diarrea, si. E credo vivamente che basandoci sulle esperienze personali ognuno di noi potrebbe ingoiare cose ben peggiori per mandarla via. Bada bene, non parlo di un disturbo virale o batterico serio, parlo di una leggera, tipo quelle che capitano dopo aver mangiato qualcosa di poco convincente oppure quelle che arrivano successivamente a un raffreddore. Con un cucchiaio prendete della polvere di caffè su cui spremere mezzo limone, e ingoiare tutto d’un fiato. Anche se in quel momento vorreste non aver mai letto queste righe, mi ringrazierete più tardi.

    Bicarbonato di sodio

    Non c’è un solo motivo per non avere a bordo questa ‘polvere miracolosa’. Tutti sappiamo che fare una miscela con l’acqua e il bicarbonato di sodio può risolvere tanti piccoli disagi, tipo il mal di gola con gargarismi o la sinusite (tramite risciacqui si può alleviare facilmente), acidità allo stomaco (può giovare assumendolo miscelato con qualche goccia di limone), infezioni urinarie tramite lavaggi esterni. Ma la cosa meno conosciuta è sicuramente come rimedio per far uscire schegge di legno, vetroresina e chi più ne ha ne metta (anzi meglio di no), infilatesi accidentalmente in qualche parte del nostro povero corpo, e impossibili da togliere con le normali pinzette. Dunque, preparate una pappetta densa con l’acqua e applicatela sulla zona interessata fasciandola morbidamente con una garza; lasciate agire una notte e puff! Come per miracolo la scheggia fuoriuscirà da sola, o quanto meno tirerà fuori la testa in misura sufficiente da esser presa con le pinzette.

    Vi auguro di non aver mai bisogno di questi piccoli trucchi ma non vedo il motivo per non conoscerli e inserirli nelle dotazioni di bordo.