Questo articolo credo rifletta lo stato d’animo di molte persone, divise tra gioie e dolori, voglia di sognare ma costretti dalle catene dell’attualità a non farlo.
Siamo in un momento particolare non c’è che dire, l’Italia e il resto del mondo ritengo non stiano vivendo la migliore fase della storia. Potrei far finta di nulla, evitare di parlarne su SailyX.com che in fondo è un posto per distrarsi, prima che una piattaforma di scambio per stimolare una vita differente.
Ma come sempre sostengo, non siamo fatti a compartimenti stagni, e anche se ci trovassimo in un’isola del pacifico rimarremmo connessi, oggi più che mai, sotto ogni aspetto.
Comunque tranquilli affronterò l’argomento topico solo con poche righe, funzionali all’arcobaleno.
Nei giorni scorsi ho partecipato come tutti allo “sforzo d’opinione”, per comprendere cosa stesse succedendo, quanta verità e quale sul Coronavirus rispetto alle reazioni italiane.
All’inizio non gli ho dato troppa importanza, e anzi ho preso per buono un audio in cui un ragazzo parlava (apparentemente con cognizione e realismo) di ciò che stesse accadendo in Cina, e di come i numeri riportati all’esterno fossero enormemente falsati per difetto. Quasi subito esce la smentita ‘ufficiale’ dei media: trattavasi di un fake. D’accordo può capitare, me ne sono pentito in quanto di solito approfondisco e non di poco le fonti, special modo quando gli argomenti sono di una certa rilevanza: a mia parziale giustificazione il fatto che l’audio arrivasse da altra persona attendibile che a sua volta evidentemente ha commesso lo stesso errore. Purtroppo l’ulteriore strana circostanza è che la smentita e l’etichettatura come fake fosse piombata repentinamente e con modalità piuttosto atipiche, il che portava a dubitare della smentita stessa: della serie qual è il fake tra i due?
D’accordo questo era il quadro, e finché il virus non è “atterrato” in Italia, diciamocelo francamente, ce ne siamo fatti tutti una ragione; la vita è continuata e oltre a sorbirci i numeri sui contagi cinesi, potevamo dedicarci serenamente ai nostri impegni quotidiani.


Poi la catastrofe.

Ma non in seguito a una ‘sedicente’ pandemia mortale, per un virus che si scoprirà ben presto essere poco più (o meno) di un’influenza, quanto al panico generato e allo schifo a cui mi è toccato assistere.
Stavamo io e Başak rientrando dalla Francia dove ci siamo recati per scovare il nostro ‘futuro progetto’, nel mentre andava in scena la piece teatrale. Ed è lì, sbigottito dagli eventi, che ho dovuto mettermi in moto mio malgrado e approfondire l’argomento come era giusto fare.
“Ma scusa tu mica sei un medico, cosa ne vuoi capire”. Ovvio, difatti non mi permetterei mai di emettere sentenze né prodigarmi in consigli sulla salute, non scherziamo. Tuttavia la nostra epoca ci ha portati a nutrire la sfiducia più totale nelle istituzioni, su ogni livello, e ovviamente nei media.
Di conseguenza ci troviamo nella assurda e difficilissima situazione di barcamenarci tra news, fake news, contro fake news, dichiarazioni ufficiali, amici medici sul fronte, informazioni scientifiche. Certamente ognuno approccia ai fatti con il proprio bagaglio culturale (e tempo a disposizione), e alla fine non resta che tentare la sorte adoperando l’intelletto, capacità di analisi, confronto, voglia di approfondimento e probabilmente persino qualche goccia di intuito; talvolta anche su argomenti ostici e fuori dai nostri studi.
Si, ahimè e a malincuore siamo costretti. Non possiamo più permetterci il lusso di fidarci a priori, sempre e comunque. Mi piacerebbe davvero molto dedicarmi squisitamente alle mie cose, delegando a terzi la felicità o… la pelle.
Vi starete aspettando le mie conclusioni, e mi spiace deludervi, perché non è questa la sede e il contesto per andare oltre quanto scritto; gli amici più intimi conoscono il mio pensiero, che non è legge e che è soggetto ad inevitabile mutazione, così come questo “simpatico” Coronavirus.

 

La follia collettiva


Però una cosa posso dirvela, e più che io la lascio raccontare da una carissima persona conosciuta recentemente in occasione del nostro viaggio. Ed è la descrizione di una delle più brutte pagine umane del popolo italiano, forse come dice Crozza “un popolo, una generazione, la cui unica preoccupazione è legata alla durata della batteria dell’I-Phone”.

“Ciao Giampaolo, sul covid evidentemente fa comodo a tanti giocarci su e purtroppo l’Italia ne sta uscendo a pezzi. Anch’io avevo visite che sono state cancellate etc.etc. Ma la tristezza nel vedere la guerra nei supermercati ha confermato una volta di più quanto possano essere irrazionali ma soprattutto egoiste le persone quando diventano massa .

E non parlo nemmeno della stupida corsa all’accaparramento di beni che come riferito dagli addetti nei supermercati, saranno destinati inesorabilmente a deperire e ad essere buttati, vista la non necessita’ del loro accumulo; ma del fatto che in questa follia compulsiva, la persona che in quel momento riempiva il carrello davanti allo scaffale, lo faceva scegliendo ciò che voleva scegliere quello dietro di lui!

Chiara dimostrazione di un egoismo latente che intendeva più impedire all’altro di accaparrare che scegliere il necessario.

Ho visto gente riempire bestemmiando il baule della macchina con casse di acqua minerale, mentre a 150 metri dal supermercato un centro automatico di distribuzione eroga da sempre gratuitamente senza limitazioni di quantità acqua super controllata, naturale o gassata o addirittura refrigerata.

Ho visto gente vuotare gli scaffali di patatine in busta e Coca Cola… non dico altro”.

Ecco, queste parole mi hanno gelato il sangue, non il marciume mediatico atto ad alimentare un panico ingiustificato. Perché i “giornalai” fanno il loro sporco lavoro, condizionano le masse da sempre; ma il constatare come nel 2020 l’essere umano sia poco più di un animale (in alcune circostanze inferiore) mi ha turbato parecchio.

Si fa strada sempre più la consapevolezza di un progetto atto a volerci tenere super controllati, a bada, in uno stato semi comatoso nel quale la risata, o il semplice sogno di una vacanza, vengono sporcati da questa impalpabile fuliggine; la risata a quel punto non è più tale, spensierata, positiva intendo; la vacanza anche sembra aver meno appeal e importanza. Così ogni nostra progettualità quasi destinata a un no sense.
Apparentemente. Perché Matrix vuole così.

 

La reazione: cambiare vita

 

Ed è forse per questa percezione diffusa che qualcuno prova a reagire, strappandosi la propria nuova vita con forza e consapevolezza; e mai come in questo periodo stiamo ricevendo richieste sul “Corso cambio Vita”. Coincidenza? Non credo. La sensazione della precarietà è tale che il valore del tempo aumenta esponenzialmente.
Vedete per noi parlare di corsi, vacanze in barca a vela, sole e mare, è ancor più difficile, in quanto come scritto in premessa non siamo svincolati dalle attualità; solo che la nostra scelta di voltar pagina avvenuta ormai da parecchi anni, ha significato rinunciare al grigiore, a priori. Non cediamo all’inganno, alla violenza di questa società assurdamente dannata. E nonostante viviamo io e Başak a cavallo di paesi nei quali stanno accadendo cose spiacevoli, stranamente i più belli del mondo: quasi che la bellezza vada a braccetto con la strategicità geografica, chissà. Paesi governati da gente senza scrupoli a cui ribellarsi attraverso i classici canali è impossibile, roba da “mulini a vento”.

 

Pensieri rivolti al sole e al mare

 

Ma insisto a noi non interessa, non ci fermiamo. E dunque come ogni anno vogliamo aprire ufficialmente la stagione di Yakamoz!
Avrei voluto farlo è vero in circostanze più serene, mentre ora dovevo scegliere tra un comunicato stupidamente felice come se nulla fosse, e totalmente fuori dalla realtà, o non farlo affatto e cedere così all’influenza negativa di ciò che stiamo combattendo.
Ecco allora questo “strano” articolo, che in effetti forse è il più realistico possibile e contestualizzato che abbia potuto scrivere all’uopo.
Speriamo che anche sia un contributo di speranza a voi cari amici, un raggio di luce, 10 secondi di spensieratezza.
Io e Başak a breve saliremo di nuovo a bordo di Yakamoz e attraverseremo lo Stargate, in qualche modo ci proteggeremo.
Ma voi, voi che restate, dovete sforzarvi di fare lo stesso in qualsiasi modo riteniate possibile. La vita continua e non siamo destinati o costretti a esistere nel grigio, nella preoccupazione (artificiale), sudditi dei condizionamenti di un sistema che ci vuole placidi, timorosi, meglio se seduti rassegnati davanti al televisore e pronti ad acquistare… le nostre paure.
Ambite al sole, alla luce, a respirare aria pulita.
Pensate all’estate che è alle porte, immaginatevi nelle calde acque dell’Egeo perché no, la natura come noi la intendiamo, sempre più convinti che sia l’unico approccio valido per tornare alla dimensione che conta, quella vera sul serio.
Fatevi contagiare solo dal “Barcavirus”, che come dicono i recenti studi è fonte di benessere; sgrullate forte le mani, prendete un gran respiro e tirate fuori lo stress con un bel ‘Fiuuuuuu’.
Per chi lo vorrà noi saremo a bordo ad attendervi o a tenervi compagnia nel virtuale.
Rullo di tamburi quindi: la stagione 2020 di Yakamoz è ufficialmente aperta!
#coronavirusnontitemo

Başak e Giampaolo

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